Messaggio del Parroco
Carissimi,
i mesi estivi, terminata la scuola e i campionati sportivi, diventano occasione per diverse proposte oratoriane che riescono ad avere ancora un buon successo. Sto parlando in particolare del Grest e dei campi che anche quest’anno hanno raccolto la partecipazione di numerosi bambini e adolescenti. Per qualcuno parteciparvi è una necessità, dato che i genitori, lavorando entrambi, possono non avere alternative. Non per tutti però è così e aderire a queste iniziative è una scelta. Per gli uni e per gli atri sono comunque delle opportunità che, di fronte al “nulla”, spiccano per il loro prezioso risvolto educativo. Dico “nulla” perché stare a letto fino a tardi, giocare tutto il tempo col cellulare o guardare la TV è proprio buttare via il proprio tempo. Circa 300 ragazzi, tra i due Oratori, hanno partecipato al Grest “Bella Frà” dedicato alla figura di San Francesco; circa 100 gli animatori adolescenti che, insieme ai don, la suora e alle educatrici professionali, li hanno seguiti e fatti divertire; circa 110 tra ragazzi e adolescenti hanno potuto fare l’esperienza, in due turni, di una vacanza-proposta, passando alcuni giorni insieme. Numeri importanti che dicono l’apprezzamento di chi vi ha partecipato, la fiducia dei genitori e la disponibilità di tante persone che gratuitamente si spendono per i nostri ragazzi. I problemi non mancano, ma non è vero che tutto va male. Anzi dovremmo andare orgogliosi tutti quanti per la buona riuscita di queste iniziative. All’appello mancano ancora i Campi Scout, che si terranno proprio questa settimana. Dopo aver fatto visita al campo dei ragazzi a Folgarida in Trentino e degli adolescenti a Vallecrosia al mare, sul ligure, raggiungerò anche i nostri scout a Montecreto nell’Emilia. Nessuno, se non i nostri Oratori, riesce ancora a garantire momenti come questi, a costi accessibili grazie al volontariato. Chi poi è disposto a prendersi certe responsabilità? Non di rado nelle località, soprattutto montane, si incontrano gruppi di ragazzi e quasi sempre alla loro guida c’è un prete. Altro che la Chiesa non ha mai fatto niente di buono, come mi ha scritto su una chat diversi anni fa una ragazza prevenuta e ignorante. Ce ne fossero di preti dedicati alla gioventù, ce ne fossero di Oratori disposti ad organizzare iniziative come queste che richiedono dedizione, impegno, fatica, senza poter contare su grandi gratificazioni. Per questo voglio ringraziare di vero cuore chi ha reso possibili queste proposte, dall’educatore a chi ha servito il pasto. Tutti sappiamo, perché molti di noi le abbiamo vissute da ragazzi, quanto esperienze come queste siano importanti nel cammino di crescita. Purtroppo lo sforzo non è adeguatamente sostenuto, capito, riconosciuto. Ha fatto dunque piacere anche a me apprendere in questi giorni del via libera da parte del Senato per attuare una legge delega sull’educazione non formale. Oratori, centri estivi, campi e tante iniziative promosse in favore dei ragazzi sono così riconosciute come un bene comune. Il commento spontaneo di molti è stato: “Finalmente!”. Questo permetterà di orientare alcuni fondi per dare manforte a questo impegno, ma quello che conta di più è che si riconosce il valore del contributo educativo portato avanti anche da noi attraverso i nostri Oratori e le tante iniziative proposte. Scuola, famiglia ed enti del Terzo Settore, compresi gli oratori, sono così riconosciuti importanti, ciascuno per la sua parte, nell’offrire un cammino di educazione ai ragazzi e per questo invitati anche a collaborare insieme. Il riconoscimento del lavoro portato avanti negli anni ha sempre incontrato il favore degli amministratori, ben consapevoli del contributo decisivo offerto dalle parrocchie. Spesso mancava però un quadro legislativo che potesse favorire accordi specifici e la possibilità di sostenere alcuni progetti e iniziative come si sarebbe voluto. Speriamo che l’attuazione di questa legge possa garantire, al di là della sensibilità personale degli amministratori, un reale e fattivo aiuto, così da poter rendere queste esperienze ancor più qualificate e accessibili ad un maggior numero di bambini e ragazzi. Qui a Sant’Angelo abbiamo la fortuna di avere nei nostri oratori spazi davvero belli per accogliere la gioventù, con grandi potenzialità. Ciò che langue è la disponibilità di presenze giovani e adulte che anche nell’apertura ordinaria possa garantire adeguata accoglienza, sorveglianza e accompagnamento affinché ci sia per tutti sicurezza, rispetto e l’ambiente sia, prima ancora delle iniziative proposte, educativo già di suo. A volte gli Oratori siamo costretti a tenerli chiusi, magari solo perché il prete che se ne occupa è in montagna con i ragazzi e nessun altro è in grado di garantire che con l’andirivieni non arrivi qualcuno a creare problemi. La riuscita dell’Oratorio di Don Bosco non era motivata solo dal suo carisma, ma dalle tante persone che lo sostenevano e collaboravano con lui. Per questo insisto nell’invitare chi ha tempo, possibilità e passione per l’Oratorio, di farsi avanti dando la propria disponibilità. Credo sia uno dei regali più belli che si possa fare alla propria comunità. Occuparsi dell’Oratorio e dei ragazzi significa lavorare per il loro, ma anche per il nostro futuro. Nulla ci darà più soddisfazione che sapere di aver tentato almeno di fare qualcosa perché nessuno di questi piccoli, che il Signore tanto ama, vada perduto.
Il vostro Parroco